La legge di Lidia Poët

La serie si ispira liberamente ad una figura femminile realmente esistita , Lidia Poët , una delle prime donne a laurearsi in giurisprudenza in Italia nel 1881 con una tesi che si occupava del diritto di voto alle donne .

Per capire quanto fosse moderna la tesi di Lidia Poët basti pensare che le donne ottennero il diritto di voto attivo molto dopo , con il decreto legislativo luogotenenziale del 1 Febbraio 1945 n. 23 ed il diritto di voto passivo solo il 10 Marzo 1946 mentre la prima grande votazione cui poterono partecipare finalmente anche le donne fu il 2 Giugno 1946 in occasione del referendum istituzionale per scegliere tra monarchia e repubblica .

Lidia fu la prima donna ad iscriversi all’albo degli avvocati patrocinanti nel 1883 dopo 2 anni di regolare praticantato.

La serie di Netflix , parte dal momento di vittoria di Lidia che da 3 mesi è iscritta all’albo degli avvocati , celebrata da articoli di riviste femministe che plaudono a questa pietra miliare per l’emancipazione femminile , in un contesto storico in cui vige la subordinazione giuridica della donna al padre , al fratello ( nel caso venisse a mancare il padre ) , al marito .

Presto però Lidia si scontrerà con una forte resistenza della corte di appello di Torino che fa ricorso e dichiara nulla la sua iscrizione presso l’albo professionale dimostrando amaramente che i tempi non fossero ancora maturi per il cambiamento .

La Corte sottolinea come l’ufficio dell’avvocatura non si addica al “sesso gentile”, sarebbe disdicevole infatti per una donna accalorarsi durante i dibattimenti , per i suoi limiti organici il genere femminile può ambire esclusivamente a funzioni in ambito strettamente familiare essendo sprovvista della robustezza di carattere e dell’ energia fisica tipici dell’uomo designato come esclusivo protagonista dei pubblici uffici dalla natura stessa.

Lidia non si arrende ed è decisa a cambiare la situazione creando un suo percorso alternativo convinta di poter essere lei stessa artefice del proprio destino .

Il personaggio di Lidia è sviluppato in modo moderno , i casi esaminati negli episodi sono di fantasia proposti in chiave stilistica brillante , un ritmo serrato ed una fotografia impeccabile: i dialoghi di Lidia sono ironici , sarcastici , arguti , la serie non ha nulla da invidiare a produzioni internazionali di successo come Enola Holmes .

La colonna sonora impreziosisce il racconto narrativo con due perle : “Hearing Damage” di Thom Yorke e “ King” di Florence + the machine , brano che rispecchia appieno lo spirito dell’indomita protagonista che si batte fino alla fine per realizzare il suo sogno professionale e di indipendenza.

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